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MR GUANTO – 0864/251706

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Mister Guanto al fianco dei professionisti del tatuaggio.

Viaggio nel mondo dei tattoo studios, dove accanto all’estro artistico resta di primaria importanza il rispetto delle norme igieniche.
Mister Guanto offre tutto l’occorrente per rendere ottimali le operazioni di un comparto in forte espansione economica.

 

C’è un settore in Italia che da sei anni a questa parte continua a far registrare una crescita sostenuta: stiamo parlano del settore dei tatuatori, i cui studi affollano sempre più le strade delle città italiane e i cui lavori sono richiesti da una platea crescente di persone.

Secondo un’analisi condotta da Unioncamere, tra il 2012 e il 2018 sarebbero sorte oltre 2700 nuove imprese specializzate in tatuaggi: un’incremento di oltre il 30%, che non pare avere riscontro in nessun altro ambito.

Stiamo assistendo a una vera e propria “mania” del tatoo, con uomini e donne di ogni età che decidono di rendere indelebile sul proprio corpo una frase significativa, un’immagine o un riferimento importante della propria vita personale.

A una domanda così vasta corrisponde un’offerta altrettanto ampia e variegata: delle quattromila aziende presenti sul territorio, il 94% risulta costituito come impresa individuale, spesso da parte di un soggetto under-35.

Oltre il 30% dei titolari di tatoo studios è donna, un valore ben più alto rispetto al 22% che riguarda la complessiva imprenditoria femminile.

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Si tratta quindi di un fenomeno in grado di convogliare investimenti da parte di imprenditori di vario genere verso di un settore fiorente, pur con livelli di espansione differenti, a tutte le latitudini del Paese.

La Lombardia è la regione che ospita il maggior numero di imprese (oltre 900) e alcuni tra i migliori tatuatori della penisola.

A Milano opera una vera leggenda del settore, Gianmaurizio Fercioni, in attività dal 1972 all’interno del suo Queequeg, un tatoo studio che da qualche anno è diventato perfino un museo dove ammirarne le migliori creazioni.

Sempre nel capoluogo lombardo troviamo Claudio Pittan, una delle figure più autorevoli per quanto riguarda i tatuaggi in stile giapponese.

Marco Galdo, specializzato in disegni geometrici di massima precisione e titolare dello studio “Trafficanti d’arte”.

Dopo la Lombardia, è sicuramente il Lazio, e specialmente Roma, a far contare il maggior numero di tatuatori: nella regione si contano oltre 400 attività di questo tipo, con le più note concentrate proprio nella Capitale.

È di Roma Federica Marshmallows, specializzata soprattutto in tatoo in stile americano, realizzati con linee marcate e aghi di grossa taratura.

Sempre nel capoluogo laziale lavora Marco Manzo, rappresentate del cosiddetto stile ornamentale, che interpreta il tatuaggio soprattuto come un atto decorativo, uno strumento per abbellire il proprio corpo. Le creazioni di Manzo sono state esposte perfino in alcuni dei più celebri musei di Arte Contemporanea, come il MAXXI di Roma e la Gagosian Gallery di New York.

A fare la differenza all’interno di un’offerta così ampia è sicuramente il talento dei singoli tatuatori, alcuni accostabili a pieno titolo al mondo degli artisti.

Ma accanto all’abilità personale, è opportuno enfatizzare come, all’interno di questo ambito, l’eccellenza sia raggiungibile solo mediante il ricorso a standard di igiene ottimali e attraverso il rispetto delle normative sanitarie.

Quello dei tatoo è un settore ad alto rischio di infezione: durante le sedute, è frequente infatti entrare in contatto con sostanze organiche di varia natura (soprattutto sangue), con la possibile conseguenza di contaminazioni incrociate tra professionista e cliente qualora non vengano rispettati alcuni accorgimenti volti a salvaguardare l’integrità dell’ambiente di lavoro.

È innanzitutto necessario che il tatuatore ricorra sempre all’utilizzo di guanti monouso professionali, da indossare appena inizia la seduta e disindossare al termine delle operazioni.

Per ogni nuovo cliente occorre naturalmente ricorrere a un nuovo paio di guanti, al fine di evitare la possibile propagazione di agenti infettivi.

Mister Guanto è la scelta ottimale per gli operatori del settore: sul sito web dell’azienda è infatti possibile consultare una vasta gamma di guanti a uso professionale, dedicati alle esigenze particolari di ciascun tatuatore.

Di fianco ai tradizionali usa e getta in lattice, resistenti alle infiltrazioni e in grado di garantire la massima sensibilità delle dita, è possibile trovare anche alcune soluzioni in materiali alternativi, volti a ridurre la possibilità di reazioni allergiche nei soggetti intolleranti al lattice.

Stiamo parlando dei guanti in vinile e nitrile, in grado di garantire anch’essi un alto livello di destrezza alla mano e la massima ergonomia.

Particolare attenzione deve essere posta poi sul colore del monouso: i tatuatori solitamente preferiscono lavorare ricorrendo a guanti neri.

Questa scelta cromatica permette infatti di ridurre possibili effetti distrattivi, dovuti alla comparsa sulla superficie del guanto degli inchiostri che si stanno utilizzando o del sangue fuoriuscito dalla pelle del cliente.

Il nero infatti tende a rendere meno visibile questo tipo di contaminazione cromatica (la quale sarebbe molto più evidente su guanti di colore chiaro) e contribuisce a mantenere alta la concentrazione del professionista, mentre è alle prese con operazioni in cui il margine di errore è praticamente nullo.

Ma il contributo di Mister Guanto ai professionisti del settore non si esaurisce con il vasto catalogo di guanti disponibili in vari modelli e materiali.

L’azienda mette infatti a disposizione anche un’ampia selezione di monouso usa e getta, indispensabile per mantenere il tatoo studio nelle condizioni ottimali di igiene.

Troviamo per esempio bobine asciugatutto da 750 strappi, box di salviette asciugamani, tovaglioli e tanti altri articoli: l’occorrente ideale insomma per ripristinare la pulizia al termine delle complesse operazioni di tatuaggio.

Una menzione a parte merita infine il rotolo di lenzuoli usa e getta, da applicare all’inizio di ogni seduta e di vitale importanza affinché possibili agenti infettivi non si propaghino da un cliente all’altro.

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Guanti Monouso: dal lattice al nitrile, scopri il guanto più giusto per te

Una guida per conoscere punti di forza di ogni modello e aiutare i professionisti nella scelta migliore per le loro necessità lavorative.
Dalle produzioni 100% naturali alle soluzioni anallergiche, approfondiamo le qualità specifiche di ogni tipo di guanto.

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Guanti monouso, quali scegliere?

Sono tante ed estremamente diverse le professionalità che richiedono l’utilizzo dei guanti monouso.
Altrettanto differenti sono però i materiali utilizzati nella loro realizzazione.
Cerchiamo di fare chiarezza sui vari tipi di guanti monouso e capire le caratteristiche specifiche di ogni modello.

Visitando lo shop del sito web MisterGuanto.it, vi troverete di fronte a una vasta selezione dei principali tipi di guanti per uso professionale.
La scelta va da quelli in lattice, con e senza polvere (tra poco spiegheremo in cosa consiste tale distinzione), a quelli prodotti con l’utilizzo di nitrile e vinile: materiali che, come avremo modo di vedere, possono essere adoperati in contesti in cui il classico guanto in lattice non è adatto.
Anche le varianti in nitrile e vinile sono venduti con o senza polvere. Per aiutarvi in una scelta tutt’altro che scontata, il passo iniziale è scoprire le virtù di ogni modello.

Guanti monouso in lattice con polvere, origini e caratteristiche

Partiamo dai guanti in lattice.
Si tratta di un prodotto biodegradabile, quindi smaltibile senza il rischio di procurare danni all’ambiente.
Il lattice infatti è interamente naturale, ricavato dall’incisione delle cortecce degli alberi della Gomma.

La loro origine risale al XIX secolo: il chirurgo statunitense William Stewart Halsted nel 1889 commissionò infatti alla Goodyear (azienda attiva ancora oggi nella realizzazione di pneumatici) la produzione di un guanto di gomma per proteggere le mani di una sua ferrista, l’infermiera incaricata di porgergli i ferri chirurgici durante gli interventi sui pazienti. La donna aveva infatti sviluppato una dermatite causata dal contatto con i disinfettanti, che venivano all’epoca utilizzati di solito per rendere sterili le strumentazioni mediche: l’utilizzo di una protezione per la sua pelle si rese quindi necessaria per risolvere il problema. Da allora il guanto in lattice entrò in pianta stabile nelle sale operatorie di tutto il mondo, indossato sia dal personale infermieristico che dagli stessi chirurghi i quali fino ad allora avevano sempre operato a mani nude, con conseguenti seri rischi di infezione sia per la salute propria che per quella dei pazienti. L’utilizzo del guanto in lattice si estese nei decenni successivi ai più disparati ambiti professionali.

Questo tipo di guanto, oltre a garantire un’adeguata protezione contro eventuali agenti infettivi e patogeni, lascia pressoché inalterato il grado di sensibilità di chi li indossa.
Il lattice presenta inoltre una resistenza notevole ed si oppone a possibili perforazioni e strappi che possono verificarsi a contatto con le più varie strumentazioni professionali.

 

A sorprendere è poi soprattutto il carattere elastico del materiale: i guanti in lattice sono in grado di adattarsi perfettamente alle dimensioni e alla forma della mano che riveste e di riacquistare in un secondo momento, al termine del loro utilizzo, il loro aspetto originario senza la presenza di alcuna deformazione.

Sono i più diffusi tra gli addetti del settore sanitario e della ricerca bio-medica.
Non a caso garantiscono un buon grado di impermeabilità alle mani che trattano liquidi e sostanze biologiche il cui contatto diretto potrebbe comportare conseguenze dannose per l’organismo umano. 

Il lattice mostra inoltre una moderata resistenza chimica se sottoposto a soluzioni acquose, detergenti e detersivi diluiti.
Per facilitarne l’indossamento, i tradizionali guanti in lattice sono ricoperti da un leggero strato di polvere, solitamente ricavata dalla lavorazione dell’amido di mais.
Si tratta di una sostanza naturale, normalmente assorbibile senza ripercussioni particolari dal derma umano. 

La polvere inoltre non contiene glutine, cosa che consente ai guanti in lattice di  essere utilizzati anche nell’ambito della ristorazione.
Sono infatti particolarmente indicati per la preparazione di pasti per celiaci, durante la quale si rende necessaria un accurato e continuo monitoraggio affinché il piatto non contenga tracce di glutine e dei suoi derivati.

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Guanti monouso in lattice senza polvere

All’interno della gamma dei guanti in lattice, è però possibile virare anche su una soluzione senza polvere.
L’amido di mais con il quale viene prodotta può infatti causare reazioni nei soggetti che presentano allergie per quell’alimento.
L’intolleranza al mais sta diventando sempre più comune nella categoria delle allergie alimentari: essa può essere causata o associata ad altre patologie come nel caso della celiachia, ma si può presentare anche come forma allergica isolata.

L’eliminazione della polvere si rende quindi necessaria per ridurre la possibilità di dermatiti, irritazioni e allergie aeree sia in chi li indossa che in chi vi entra in contatto indirettamente. 

I guanti in lattice di questo tipo mantengono comunque le caratteristiche di impermeabilità e resistenza dei tipici monouso con polvere, offrendo allo stesso tempo una soluzione adatta alle pelli più sensibili e a chi presenta intolleranze alimentari, più o meno accentuate.

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Guanti monouso in lattice con aloe

È possibile trovare in commercio anche una variante di guanti senza polvere trattati con l’aggiunta di aloe. 

L’aloe è il succo che si ricava dalla pianta omonima: la procedura di estrazione del liquido dal vegetale è una pratica molto antica, testimoniata addirittura da fonti storiche risalenti al secondo millennio prima di Cristo.
Solo dal 1959 prese il via uno studio sistematico della pianta dell’aloe, soprattutto grazie alle indagini e agli esperimenti del farmacista statunitense Bill Coats. Questi riuscì nell’intento di mettere a punto un metodo volto a rendere più agevole l’estrazione e la successiva commercializzazione dei liquidi di quella pianta.

Da sempre utilizzata per l’igiene e la cura del corpo, l’aloe vanta pure capacità cicatrizzanti ed è usata come cura contro le ustioni. 

Applicata ai guanti monouso, garantisce una perfetta idratazione delle mani e una maggiore facilità nell’indossamento, sopperendo alla mancanza della polvere. 

Questo tipo di guanto è consigliato per coloro che ne fanno un utilizzo prolungato durante la loro attività lavorativa.

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Guanti monouso in lattice hi-risk

Prima di passare all’analisi degli atri materiali con cui si realizzano i guanti monouso, è importante ricordare un’ultima versione di quelli prodotti in lattice. 

Sono infatti in commercio i guanti hi-risk, indicati per le professioni in cui il rischio di contatto con agenti patogeni è più alto.

Rispetto agli altri modelli, gli hi-risk hanno una lunghezza maggiore, di solito sui trenta centimetri, che garantisce la protezione della pelle fino alla prima parte dell’avambraccio. Sono anche più spessi dei normali guanti in lattice: superano infatti gli 0,30 millimetri contro i canonici 0,20 degli altri modelli.

Realizzati senza l’aggiunta di polvere, sono dotati di clorinatura sia interna che esterna: si tratta di un trattamento a base di cloro che facilita l’indossatura e allo stesso tempo consente esternamente una maggiore resistenza alla penetrazione di liquidi e grassi. 

Presentano inoltre una finitura micro-ruvida (il cosiddetto micro-grip) che consente maggiore sensibilità e una migliore presa tattile anche a contatto con i materiali più scivolosi.

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Guanti monouso in vinile

Concluso l’approfondimento sui vari modelli di monouso fabbricati in lattice, è giunto il momento di dedicarsi all’analisi degli altri materiali con cui vengono solitamente prodotti i guanti per uso professionale. 

Uno di essi è il vinile, nome corrente del polivinilcloruro, spesso abbreviato con la sigla PVC.

Si tratta di un materiale prodotto chimicamente, non rintracciabile quindi in natura, e solitamente utilizzato per la memorizzazione analogica dei segnali sonori. 

Il PVC fu isolato per la prima volta in alcuni esperimenti di laboratorio alla fine dell’Ottocento.
Nei primi decenni del secolo successivo vennero tentati alcuni suoi utilizzi commerciali, ma il materiale si presentava estremamente rigido e allo stesso tempo fragile.
Solo a partire dal 1926, un’azienda statunitense produttrice di gomma riuscì a sviluppare una tecnica capace di rendere maggiormente lavorabile il vinile.
Ricorrendo all’aggiunta di una miscela di additivi plastificanti, si arrivò ad ottenere un prodotto molto più flessibile e malleabile, qualità che comportarono la diffusione del vinile nei più diversi ambiti professionali.
Il PVC è arrivato ben presto a sostituirsi perfino alla gomma e al lattice, di cui riesce a imitare la natura elastica e modellabile.

Viene così a tutt’oggi impiegato per la realizzazione dei guanti monouso, commercializzati a un costo minore rispetto a quelli in lattice naturale.
Inoltre l’assenza totale del lattice riduce ulteriormente le reazioni di soggetti allergici alle sue proteine, intolleranza sempre più diffusa e diagnosticata ai giorni nostri. 

Convenienza economica e riduzione di rischi allergici sono i principali vantaggi del vinile che però presenta alcune note dolenti.
Rispetto agli altri modelli prodotti con materiali di origine naturale, i guanti in PVC necessitano invece di un procedimento di smaltimento speciale, volto ad evitare che il vinile nel suo processo di decomposizione rilasci diossina.
Sono inoltre meno resistenti agli strappi e alle perforazioni rispetto agli altri modelli di guanti.

Il loro utilizzo è quindi indicato per coloro che sono impegnati in settori a basso rischio di contaminazione e che possono avvantaggiarsi di un prodotto a basso costo, ma comunque in grado di offrire una protezione soddisfacente all’organismo umano. 

I guanti in vinile si trovano anch’essi in commercio sia nella variante con polvere che in quella senza polvere.

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Guanti monouso in nitrile

Il vinile non è l’unica sostanza alternativa all’utilizzo del lattice nella realizzazione dei monouso.
È infatti possibile produrre dei guanti professionali in nitrile: quest’ultimo è un composto organico, la cui lavorazione in laboratorio ha portato alla creazione di una serie di monomeri e polimeri derivati, impiegabili in molteplici ambiti lavorativi.

 

Dal nitrile derivano per esempio le colle ciano-acriliche, potenti adesivi in grado di incollare materiale organico e usate di conseguenza essenzialmente in campo chirurgico.
Dal nitrile si può però ricavare anche un tipo di gomma sintetica, attraverso l’impiego e la lavorazione di due suoi derivati, l’acrilonitrile e il butadiene.

Tale procedimento consente quindi la produzione di guanti monouso che, rispetto ai modelli realizzati in lattice e vinile, si dimostrano in possesso di diversi punti di forza. Presentano infatti un maggior grado di elasticità, un livello più alto di resistenza meccanica e chimica, grande sensibilità  tattile e capacità ergonomica.
Sono inoltre in grado di offrire la massima protezione per chi lavora con le sostanze chimiche più pericolose per l’essere umano o per chi si trova a contatto prolungato con gli idrocarburi.

È possibile trovarne in commercio diverse varianti. 

Sullo shop del sito MisterGuanto.it, oltre ai normali guanti in nitrile senza polvere è possibile scegliere per esempio anche dei guanti in nitrile nero, anch’essi senza polvere ma dotati di clorinatura interna, per facilitarne l’indossamento, e di micro-grip sulle dita, che soddisfano i bisogni di coloro che sul luogo di lavoro hanno necessità di  una presa e una sensibilità tattile ottimale. 

Per la loro notevole impermeabilità, sono particolarmente indicati anche per tatuatori, estetisti, parrucchieri e altre professionalità che lavorano quotidianamente con tinture e liquidi coloranti.

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Le normative di riferimento

Siamo così giunti al termine del nostro approfondimento sulle diverse categorie di guanti monouso disponibili sul mercato. È bene però ricordare alcuni consigli utili che devono orientare la nostra scelta di acquisto, indipendentemente da quale sia il modello che troviamo più congeniale per le nostre necessità professionali. È infatti indispensabile verificare attentamente se il prodotto da noi selezionato sia conforme o meno alle regole europee relative alle norme di sicurezza dell’individuo.

Il guanto monouso deve innanzitutto essere prodotto nel rispetto di quanto previsto dal “Regolamento dell’Unione Europea sui dispositivi di protezione individuale”, varato nel marzo del 2016 ed entrato a tutti gli effetti in vigore dall’aprile del 2018. Affinché possano essere utilizzati in ambito lavorativo, i guanti devono essere infatti riconosciuti come dispositivi di protezione individuale. Il regolamento europeo, che indica tre categorie di rischio da cui questo genere di  dispositivi deve difendere colore che li utilizzano, inserisce i guanti monouso nella categoria più importante, la terza. Quest’ultima raggruppa esclusivamente i rischi che possono comportare conseguenze molto gravi per l’organismo, da danni irreversibili alla salute fino alla morte. Se ne deduce quindi come il corretto utilizzo di questi strumenti possa essere di vitale importanza per il benessere di chi li usa e di chi vi entra in contatto più o meno direttamente.

I guanti monouso devono poi essere conformi alla normativa contro il rischio chimico e i microorganismi, nota come EN 374. Questi prodotti devono rispettare obbligatoriamente tale normativa al fine di evitare qualsiasi penetrazione nociva nell’organismo umano e mantenere le mani ben isolate da qualsiasi tipo di contaminazione, anche dopo minuti o ore di contatto con materiali pericolosi. La EN 374 si divide in tre ulteriori livelli, in cui vengono ripartiti i singoli prodotti a seconda del loro grado di resistenza alla possibile penetrazione di agenti patogeni. C’è quindi l’EN 374-1, che raccoglie le specifiche che ogni tipo di guanto deve rispettare perché possa essere destinato a un uso professionale; l’EN 374-2, che invece raggruppa solo quei guanti in grado di evitare la penetrazione e la perforazione da parte di sostanze chimiche e batteriche; l’EN 374-3, in cui rientrano gli articoli in grado di far fronte a prodotti chimici non gassosi. Di quest’ultima sezione fanno parte i guanti in nitrile, indicati infatti per le professioni che entrano a contatto con i materiali più rischiosi per l’uomo.

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Centri estetici, Mister Guanto è l’alleato giusto per la cura e il benessere del corpo

bagno

Il settoreBeauty è in forte crescita, ma spesso si dimenticano i rischi dovuti all’utilizzo di sostanze inidonee.
Mister Guanto mette a disposizione un’ampia offerta di prodotti di qualità per i professionisti dell’estetica, che possono così operare in un ambiente salutare e igienico.

PANORAMICA SETTORE BEAUTY IN ITALIA

All’interno del panorama economico globale, il settore Beauty è sicuramente uno degli ambiti lavorativi più promettenti. Stando alle ultime statistiche, le professioni riguardanti la cura e il benessere del corpo costituiscono un giro di affari che, a livello mondiale, supera i 400 miliardi di euro.
Una cifra destinata a crescere nei prossimi anni, a testimonianza di come questo campo si stia delineando come un’invitante possibilità di investimento.
Il nostro Paese non fa eccezione: negli ultimi tempi, si è registrato un sensibile aumento del numero di attività di questo genere.
Spa, strutture termali e strutture specificatamente realizzate per accogliere il cosiddetto “turismo del benessere” si stanno diffondendo sempre più a ogni latitudine della penisola italiana: alcune stime parlano di una crescita di fatturato di oltre il 15% dal 2015 al 2017.
Una buona parte di questa espansione è dovuta anche alla proliferazione dei centri estetici, attività che necessita di un investimento non troppo oneroso e che può arrivare a garantire una buona fonte di guadagno.

MA QUAL E’ L’ITER PER APRIRE UN CENTRO ESTETICO ?

In un mercato così in espansione e competitivo, è essenziale seguire una serie di accortezze e linee guida che consentano di far decollare la nostra impresa e porla in risalto rispetto a una folta concorrenza.
La prima cosa da fare è sicuramente la scelta di un luogo adatto: è consigliabile selezionare una location vicina alle aree più frequentate della città, che consenta ai potenziali clienti di raggiungerla velocemente, magari in pausa pranzo o in un ritaglio di tempo.
È poi importante stabilirsi in un locale sufficientemente ampio, che consenta l’installazione di lettini e di tutta la strumentazione necessaria, senza compromettere la creazione di un’area destinata alla sala d’attesa.

Occorre poi valutare attentamente quali servizi abbiamo intenzione di offrire alla futura clientela: è possibile proporre una vasta gamma di trattamenti per la cura e il benessere del corpo o specializzarsi su pochi.
La decisione varia a seconda del contesto: se apriamo all’interno di un mercato locale già ricco di centri di bellezza è meglio puntare forte su un singolo trattamento; viceversa, se la nostra attività si trova in un’area priva di altri professionisti del settore Beauty è importante garantire alla clientela una selezione di servizi quanto più varia possibile.

SCELTA DEI PRODOTTI

Ma a fare la differenza con la concorrenza è soprattutto la scelta di prodotti di alta qualità utilizzare durante le sedute, unitamente all’attenzione per la salvaguardia della salute di utenti e personale del centro estetico.
Prioritario resta il mantenimento di alti standard di igiene dei locali, per evitare che sostanze biologiche potenzialmente dannose si diffondano.
Occorre quindi pulire accuratamente tutti gli ambienti, sostituire l’oggettistica monouso all’ingresso di ogni nuovo cliente e disinfettare, al termine di ciascun trattamento, tutti gli strumenti utilizzati.
Anche da parte degli operatori è necessario il rispetto di una attenta deontologia: i professionisti devono sempre dotarsi di guanti e di ulteriori dispositivi di protezione individuale qualora i trattamenti lo richiedano, indossare un abbigliamento idoneo alle proprie mansioni e procedere al lavaggio delle mani al termine di ogni trattamento.

Il rischio maggiore a cui sono sottoposti sia i clienti che il personale è però il rischio chimico, dovuto al ricorso, durante le varie sedute, a sostanze che prevedano un uso cauto e attento.
Il pericolo è tanto maggiore se ricorriamo a prodotti di bassa qualità.
E’ quindi essenziale nella scelta delle forniture non cercare la soluzione più economica ma ricorrere sempre a marchi sicuri ed affidabili.
Un trattamento effettuato con una sostanza non idonea può infatti comportare complicazioni sia a livello cutaneo che respiratorio.

Consapevole di questi rischi, Mister Guanto ha deciso quindi di offrire agli operatori del settore Beauty un’ampia selezione di prodotti di qualità, ideali per entrare a far parte della fornitura di un centro estetico.
In una sezione dedicata del sito web dell’azienda è possibile consultare un catalogo dell’oggettistica usa e getta più utilizzata dai professionisti di questo settore.

Accanto ai vari modelli di guanti monouso (disponibili in lattice, ma anche nella versioni ipoallergeniche in vinile e nitrile) troviamo vantaggiosi set di veline cosmetiche, lenzuoli copri-lettino in pura cellulosa e rotoli di strappa-cera.
Ma l’offerta di Mister Guanto non si ferma qui e mette a disposizione dei suoi clienti anche articoli a lunga durata e strumenti indispensabili per vari tipi di trattamento.
Per chi effettua la depilazione a caldo, è possibile acquistare un set di pratici pentolini scalda-cera e le confezioni da 100 pezzi di spatole.
Sul web shop dell’azienda, non manca poi un’ampissima selezione di prodotti per la cura dell’intero organismo. Troviamo oli corpo, cere depilatorie, gel ed emulsioni in infinte varianti e fragranze.
Ad accomunare un campionario così variegato di articoli ci sono però i medesimi standard di alta qualità, capaci di garantire un’ottimale seduta di benessere al nostro copro senza comportare conseguenze spiacevoli per la salute tanto del cliente quanto del professionista.

Guanti monouso — > http://bit.ly/2J6qjn6

Articoli monouso ( veline-lenzuoli copri lettino ecc…) —> http://bit.ly/2vVTSzr

Olii – Cere depilatorie ecc… —> http://bit.ly/2YnWaUb

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Strutture ricettive e case di cura, Mister Guanto è la soluzione ottimale per l’igiene di persone e ambienti

misterguanto

Un’unica azienda in grado di venire incontro alle esigenze di pulizia e sicurezza di entrambi i settori: dai guanti monouso fino alle divise da lavoro, tutto l’occorrente per garantire la salute di personale e ospiti in hotel, bed & breakfast, case di riposo e centri di assistenza sanitaria.

CARATTERISTICHE E SVILUPPO DEL SETTORE TURISTICO

Il settore turistico è da sempre un punto di forza dell’economia italiana.
Il patrimonio storico e culturale del nostro Paese costituisce una risorsa unica e preziosa, che andrebbe valorizzata adeguatamente dalle istituzioni per renderla il volano dell’intero comparto produttivo.

Dove non arrivano i governi, è spesso l’iniziativa dei singoli cittadini a fare la differenza.
Si spiega così la crescita costante che da qualche anno caratterizza il campo delle strutture ricettive: hotel di piccole e medie dimensioni, ma anche bed & breakfast, guesthouse e case vacanze a gestione familiare stanno rapidamente espandendo il loro giro di affari.

Il pullulare di queste strutture di accoglienza rischia però di saturare un settore che, per quanto la domanda si confermi in crescita, rischia, senza una precisa regolamentazione, di tradire le aspettative di guadagno degli investitori.

All’interno di un mercato in espansione e così variegato, per distinguersi dalla moltitudine è essenziale puntare il più possibile sulla sponsorizzazione di un immagine di professionalità.

Il discorso riguarda soprattutto le strutture ricettive più piccole: b&b e casa vacanze, pur contando spesso su una gestione a carattere familiare, devono cercare di adottare piccoli accorgimenti che consentano di differenziarsi dalla massa e puntare a standard di qualità in ogni aspetto della propria attività.

Il consiglio è quello di ricorrere soprattutto per quanto riguarda la pulizia delle camere a strumenti e personale il più qualificati possibile.
Gli addetti all’igiene delle camere devono agire seguendo scrupolosamente la legislazione in materia e dotandosi di un abbigliamento e di un’oggettistica indicata per l’uso professionale.

MONOUSO per Attività Ricettive

Mister Guanto, all’interno del suo ampio catalogo, mette a disposizione dei propri clienti un vasta gamma di prodotti di grande utilità per chi lavora nel settore ricettivo.

La priorità nelle camere d’albergo e in ogni tipo di struttura di accoglienza è infatti quella di offrire i massimi livelli di igiene.
Oltre ad assicurare condizioni ottimali della stanza nel momento dell’ingresso dei nuovi clienti, è importante però tenere di contro la salvaguardia della salute degli addetti alle pulizie: essi infatti quotidianamente possono correre il rischio di entrare in contatto con agenti patogeni e infettivi.

Da qui deriva l’obbligo di operare sempre con l’uso di guanti monouso.
A tal proposito, Mister Guanto mette a disposizione una scelta davvero ampia di questi dispositivi: sullo shop del sito web dell’azienda si trovano guanti realizzati sia in Lattice che in altri materiali alternativi, come il Nitrile e il Vinile, i quali limitano la possibilità di reazioni allergiche in chi li indossa ma anche in chi entra in contatto indirettamente con il guanto.
Particelle di Lattice infatti potrebbero staccarsi dal monouso, insediarsi nell’ambiente della camera e provocare reazioni allergiche negli ospiti intolleranti a quel prodotto: onde evitare conseguenze di tale genere, il ricorso al Nitrile o al Vinile sembra la scelta più sicura.

ABBIGLIAMENTO PROFESSIONALE per Attività Ricettive

Accanto ai monouso, sul sito di Mister Guanto, si trova anche una sezione dedicata all’abbigliamento professionale: essa comprende t-shirt, felpe, pantaloni, che possono essere facilmente proposte al personale della propria struttura come divisa da lavoro.

Si tratta di capi di vestiario comodi e resistenti, facilmente personalizzabili dall’azienda che li acquista con loghi e segni distintivi: un piccolo stratagemma in grado di rendere riconoscibile visivamente il proprio brand e rinforzare la propria immagine di professionalità.

Fornire un abbigliamento specifico per le mansioni lavorative ha però come scopo principale quello di contribuire alla salvaguardia di un ambiente salutare e igienico: se il personale della struttura opera all’interno del luogo di lavoro esclusivamente con le proprie divise, si ottiene una riduzione della possibilità di propagazione di agenti patogeni.

Specialmente gli addetti alle pulizie giornaliere dovrebbero imparare a disindossare quei vestiti non appena terminano le proprie mansioni, di modo che non possano trasformarsi in un pericoloso veicolo di contagio.

Articoli consigliatoi per RISTORAZIONE

Un protocollo ancora più rigido e attento deve essere rispettato da quelle strutture ricettive che offrono anche un servizio di ristorazione.

È bene che il personale di cucina sia diverso da quello che si occupa del servizio nelle camere: qualora la struttura fosse a gestione familiare e avesse un organico ridotto, le persone che svolgono ruoli differenti, durante l’arco del giorno, devono assolutamente prendere tutte le dovute precauzioni.

È fondamentale per esempio svestire gli abiti utilizzati durante le ore di pulizia e indossare una divisa specifica quando si entra in cucina; anche nel settore culinario, è poi importante lavorare solo con guanti ad uso professionale, evitando possibilmente il Lattice che rischierebbe di contaminare inavvertitamente i cibi e causare problemi nelle persone allergiche a quel materiale.

ARTICOLI per Case di Riposo e Centri di Assistenza Sanitaria

L’esigenza del rispetto di alti standard di igiene riguarda senza dubbio anche le case di riposo e i centri di assistenza sanitaria.

Complice il prolungamento della vita media di uomini e donne, sta aumentando la presenza sul territorio di realtà che forniscono cure e sistemazioni, temporanee o a lungo termine, a persone anziane che non possono più vivere in completa autonomia.

I livelli di igiene devono rimanere sempre ottimali, cosa che comporta la necessità di sessioni di pulizia quotidiane in tutti i luoghi della struttura.
Rispetto al settore ricettivo, la possibilità di entrare in contatto con agenti patogeni aumenta: le case di riposo o i centri di assistenza sanitaria, infatti, ospitano tendenzialmente le fasce della popolazione più vulnerabili al contagio e, senza le dovute accortezze, possono costituirsi come luoghi dove le malattie infettive si diffondono più facilmente.

È quindi di primaria importanza che le pulizie giornaliere vengano effettuate adottando tutti gli scrupoli: l’utilizzo e il disindossamento dei guanti al termine di ogni sessione resta prioritario, così come l’uso di capi di vestiario specifici che vanno accuratamente riposti al termine del lavoro e sottoposti a trattamenti di lavaggio frequenti e intensi.

Articoli per Personale Infermieristico per case di Riposo

Mister Guanto offre prodotti utili e affidabili non soltanto agli addetti alle pulizie degli ambienti, ma anche al personale infermieristico incaricato di prendersi cura direttamente degli ospiti delle case di riposo.

Per questo tipo di figure professionali è stata ideata una serie di offerte speciali: a prezzo scontato è infatti possibile acquistare 6.000 manopole, nella versione soft o saponata, ideali per garantire un lavaggio accurato dei pazienti, senza il rischio di contagio reciproco con l’operatore sanitario.

La manopola in versione soft è realizzata in TNT di poliestere, sigillata ad ultrasuoni e disponibile in colore bianco.
La manopola in versione saponata è invece prodotta in TNT di Viscosa e Polietilene: alle caratteristiche del modello soft aggiunge un delicato profumo di lavanda e l’azione di un detergente fluido di origine vegetale, arricchito da efficaci agenti anti-batterici.

Conclude l’offerta dedicata alle case di riposo anche il pack di bavagli politenati, utilissimi per dare protezione alla parte superiore del corpo dell’assistente sanitario durante le operazioni di lavaggio o di cura del paziente.

Concludiamo elencando una serie di altri prodotti monouso che si sposano perfettamente con le necessità degli addetti tanto del settore ricettivo quanto del settore dell’assistenza agli anziani.

Sul web shop di Mister Guanto, a prezzi molto vantaggiosi, troviamo tovaglioli, bobine di scottex asciugatutto, carta igienica, box di salviette, copriscarpe in TNT, grembiuli e tanto altro ancora.
Una vasta gamma di oggettistica usa e getta che può essere proficuamente introdotta nel proprio ambiente lavorativo, allo scopo di mirare sempre a un’igiene impeccabile e duratura.

 

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Guanti monouso: i rischi di reazioni allergiche, metodi per prevenirli e guanti alternativi per chi è allergico.

guanti lattice

Alcuni soggetti mostrano intolleranze più o meno significative nei confronti di alcuni materiali utilizzati nella produzione dei guanti per uso professionale.
Dall’allergia al lattice a quella al nitrile, vediamo quali sono i sintomi da tenere sotto controllo e quali rimedi possiamo adottare per evitare conseguenze spiacevoli.

GUANTI IN LATTICE: allergie e rimedi

I guanti monouso sono uno strumento indispensabile per garantire la sicurezza sul luogo di lavoro e impedire il contatto con agenti potenzialmente dannosi per l’organismo umano.
Occorre però tenere presente come in determinati individui, proprio l’utilizzo di un certo tipo di guanto possa condurre a effetti indesiderati.

Ci stiamo riferendo a quei casi di reazioni allergiche le quali possono aver luogo quando alcune persone entrano in contatto, più o meno diretto, con materiali e sostanze utilizzate nel processo di produzione dei guanti professionali.

Partiamo dalla trattazione delle allergie al lattice:
i monouso realizzati con questo materiale rappresentano senza dubbio la variante più diffusa e commercializzata in ambito sia lavorativo che domestico.

Il lattice, caratterizzato da una consistenza collosa e da un’aspetto lattiginoso (da qui l’origine del nome), viene ricavato dalla lavorazione della linfa estratta dagli alberi della gomma. Una volta isolata la materia prima, essa può essere convertita in gomma essicata o conservata allo stato liquido per essere sottoposta a ulteriori modificazioni, come nel processo produttivo dei guanti usa e getta.

Pur essendo una sostanza completamente naturale e biodegradabile, il lattice può però comportare un’ampia serie di reazioni allergiche.

Queste ultime sono causate da una risposta anomala dell’organismo umano, attivata nel momento in cui entra in contatto diretto o indiretto con alcune proteine presenti nel lattice di gomma naturale.

Solitamente si verifica una sovrapproduzione di anticorpi specifici dell’immunoglobine (IgE): riconoscendo come estranee e potenzialmente pericolose alcune componenti di tale materiale, il sistema immunitario innesca quindi una reazione difensiva esagerata.

L’intensità di tale risposta varia da soggetto a soggetto, a seconda del grado di intolleranza alle proteine sopraccitate.
Si possono verificare lievi dermatiti, caratterizzate da isolati sfoghi cutanei che interessano le zone del nostro organismo entrate in contatto con il lattice.

Ma è possibile anche la comparsa di difficoltà respiratorie più o meno gravi: alcuni individui possono manifestare reazioni allergiche anche a seguito della semplice inalazione per via aerea di micro-particelle del materiale. Questa seconda casistica è legata al fatto che i guanti sono spesso rivestiti di talco, per facilitarne l’indossatura: capita quindi che le proteine del lattice si leghino alla componente talcata del monouso, facilmente disperdibile nell’ambiente, e vadano a interessare le vie respiratorie della persona allergica.

In casi estremi non è escludibile neppure il verificarsi di shock anafilattici, per i quali si rende necessario un pronto intervento delle autorità sanitarie.

SINTOMI: L’allergia al lattice può essere lieve o grave, con sintomi quali:

  • Lacrimazione degli occhi che diventano rossi;
  • Starnuti o naso che cola;
  • Tosse;
  • Eruzione cutanea o orticaria;
  • Costrizione toracica;
  • Mancanza di respiro.
  • Difficoltà di respirazione;
  • Vertigini;
  • Confusione;
  • Sibilo;
  • Nausea;
  • Vomito;
  • Battito rapido o debole;
  • Perdita di coscienza.

Per evitare questo genere di conseguenze spiacevoli, è quindi essenziale sottoporsi in via preventiva a specifici test allergici in modo da conoscere i tipi di prodotti da evitare.

È importante informare il nostro medico o dentista della nostra allergia al lattice, cosicché egli possa scegliere un’alternativa al tradizionale guanto usa e getta e virare su dispositivi realizzati con metodi alternativi.

Attenzione deve essere posta anche nel settore dell’alimentazione, cercando di non mangiare cibi che possono essere stati maneggiati con dei monouso in lattice.

Nel caso di un contatto imprevisto con il materiale e di una conseguente manifestazione allergica, esistono comunque una serie di rimedi volti a ridurre le risposte immunitarie anomale del nostro organismo.
Per le dermatiti e le reazioni più lievi, si può ricorrere a trattamenti naturali: pomate a base di camomilla o calendula, olio di mandorla, creme a base di iperico o avena sono soluzioni ottimali per ridurre l’irritazione e dare sollievo alla nostra pelle.

Per i casi più gravi, può rendersi essenziale ricorrere, dietro consulto medico, anche a farmaci a base steroidea o ad antistaminici.
Si tratta in ogni caso di cure che servono esclusivamente ad alleviare i sintomi della reazione allergica e non agiscono sulla causa sottostante: l’allergia al lattice rimane incurabile, per questo  motivo un’attenta prevenzione è essenziale.

Qui puoi trovare i nostri guanti: http://bit.ly/2FanYEG
Se non sai quale potrebbe essere il guanto più giusto per te Chiamaci 0864 / 251706 e ti aiuteremo a scegliere quello più adatto alla tua situazione!

ALTERNATIVA PER CHI E’ ALLERGICO AI GUANTI IN LATTICE: Guanti senza Polvere – Guanti in Vinile e in Nitrile

È bene sottolineare come si sia registrata una diminuzione dei casi più gravi di reazione allergica a questo materiale.
A dare spiegazione di tale fatto è sicuramente l’introduzione negli ultimi anni di tecniche di produzione all’avanguardia dei guanti usa e getta: i monouso in lattice naturale vengono ormai prodotti e commercializzati in varianti privi di polvere talcata (primo responsabile della propagazione aerea delle micro-particelle del lattice) o a basso contenuto di proteine.

Si sono così ridotti significativamente i sintomi clinici e le sensibilizzazioni allergiche.
Ma a questa diminuzione contribuisce anche la diffusione di guanti professionali realizzati con materiali diversi dal lattice, spesso di origine sintetica, in grado di non scatenare reazioni indesiderate del nostro organismo.
Stiamo parlando dei guanti in vinile (il cosiddetto PVC), un prodotto di laboratorio non rintracciabile allo stato di natura.

I monouso in PVC si presentano come una soluzione altamente anallergica
, pur mantenendo le stesse caratteristiche di resistenza e flessibilità di quelli in lattice.

Un discorso a parte va fatto per i guanti in nitrile, altra sostanza alternativa utilizzata nella realizzazione di questi prodotti. Si tratta di un composto organico sottoponibile a una serie di lavorazioni in laboratorio: ne possono derivare vari composti, tra cui anche un tipo di gomma sintetica che riesce a riprodurre le stesse qualità della gomma naturale. È però stata riscontrata una certa incidenza di reazioni allergiche a questo materiale.

Pur senza raggiungere l’intensità dei sintomi manifestati dalle persone intolleranti al lattice, alcuni soggetti dopo essere entrati in contatto con il nitrile hanno presentato fenomeni di irritazione e dermatite.

Queste conseguenze sono per lo più imputabili ai residui chimici del lungo processo produttivo che porta alla realizzazione del nitrile e dei suoi vari derivati. Pur non causando pericoli seri per la salute umana, tale situazione può rivelarsi particolarmente fastidiosa per il professionista coinvolto in un’operazione delicata e ad alta tasso di concentrazione.

Rimane quindi prioritario monitorare costantemente gli effetti spiacevoli che un dato materiale può arrecare al nostro organismo ed evitare ulteriori contatti diretti o indiretti con esso.
Per quanto riguarda il nitrile, è importante sottolineare come la tecnologia negli ultimi anni abbia aiutato a ridurre le reazioni a questo tipo di prodotto: sono stati infatti introdotti trattamenti di lavaggio prolungati che riducono sensibilmente la quantità di additivi chimici utilizzati nel processo industriale.

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Ad ogni professione il suo guanto

tatuatore

Uno sguardo approfondito ai vari mestieri che richiedono l’utilizzo di monouso professionali.
Dai cuochi ai tatuatori, dai medici agli estetisti, facciamo chiarezza sulle necessità di protezione caratteristiche di ogni ambito lavorativo.

NOI selezioniamo i migliori GUANTI da più di 25 anni…CONTATTACI allo 0864/251706

Ecco le 2 nostre PROMOZIONI:

Mestieri diversi, guanti diversi

Sono tanti i campi professionali in cui risulta necessario l’utilizzo di una protezione per le mani, sia per prevenire la contaminazione del prodotto che si sta lavorando sia per evitare possibili conseguenze dannose per l’organismo umano. Occorre però saper ben scegliere il tipo di monouso più adatto all’ambiente lavorativo in cui esso dovrà essere adoperato. È quindi importante fare chiarezza tra i vari modelli di guanti, tentando di indicare per ogni professione la soluzione più adatta.

I guanti per il settore alimentare

Partiamo dall’ambito alimentare. In questo campo professionale sono molteplici gli aspetti da tenere in considerazione prima di procedere alla scelta del guanto da acquistare. È prima di tutto essenziale garantire il massimo livello di igiene e di salvaguardia per la salute umana: oltre alla necessità di non contaminare e infettare i cibi destinati alla grande distribuzione o al consumo immediato, sorge la questione della tutela di quei consumatori che soffrono di particolari allergie.

Le scelte degli addetti nel settore alimentare tendono ormai a focalizzarsi sempre di meno sul tradizionale guanto in lattice. Sono infatti in aumento le persone che presentano reazioni allergiche a una proteina presente in questo materiale: tali allergie si possono manifestare con semplici starnuti o lievi irritazioni cutanee ma possono condurre fino a pericolosi episodi di shock anafilattico. Proprio nei prodotti realizzati in gomma sottile ed elastica, come per l’appunto i guanti monouso, la concentrazione di questa proteina del lattice è particolarmente rilevante ed è quindi importante evitare che gli alimenti vengano maneggiati con questo materiale.

Ma il rischio non deriva solo dal contatto diretto con il cibo: alcune micro-particelle del lattice possono infatti staccarsi dal guanto nel momento in cui lo si dismette e iniziare a circolare liberamente nell’ambiente, dando luogo anche reazioni allergiche di tipo aereo in alcuni individui.
Occorre poi tenere in considerazione la possibilità che determinate persone possono presentare una forte intolleranza per il mais e i suoi derivati: la polvere comunemente applicata sui guanti per facilitarne l’indossamento è ricavata proprio dalla lavorazione dell’amido di mais, il che ci porta dunque a consigliare modelli che non prevedano trattamenti di questo tipo.

Considerate queste premesse, sembra inevitabile indicare per l’ambito alimentare l’utilizzo di guanti monouso di origine artificiale. Il nitrile, composto organico da cui si è in grado di ottenere  mediante lavorazioni in laboratorio un tipo gomma sintetica fortemente elastica, sembra candidarsi come la migliore scelta per le professionalità impiegate nel settore. Ma, una volta identificato questo materiale come il più opportuno nella preparazione dei cibi, è necessario comunque procedere a un’ulteriore verifica. Occorre infatti controllare che il prodotto da noi selezionato sia conforme al Regolamento europeo del 2004 che regola l’utilizzo e stabilisce i requisiti generali dei cosiddetti M.O.C.A., ovvero quei materiali e quegli oggetti che entrano solitamente in contatto con gli alimenti. In questa grande categoria rientrano i vari utensili da cucina e da tavola, i recipienti e i contenitori, i materiali da imballaggio e perfino i guanti monouso.

L’utilizzo di materiali non conformi a quanto stabilito dal Regolamento europeo comporta il rischio di trasferimento delle componenti del guanto agli alimenti, al punto da deteriorarne le caratteristiche organolettiche e costituire un pericolo per la salute umana. È quindi essenziale per chi opera nel settore alimentare non ricorrere a guanti in nitrile generici, i quali a contatto con il cibo rischiano di rilasciare colorante o altri tipi di additivi, e selezionare soltanto quei prodotti che riportano sull’etichetta il superamento dei test dei requisiti base dei M.O.C.A. Un ultimo consiglio prezioso per le professionalità di questo settore è quello di scegliere guanti in nitrile blu: non esiste una normativa di legge che obblighi alla scelta di un determinato colore. Il blu è però stato individuato come il colore meno presente nel mondo alimentare: grazie a questa semplice accortezza “cromatica” l’eventuale contaminazione dei cibi con particelle provenienti dal guanto può essere riscontrata più facilmente, anche a occhio nudo.

PER INFO —> 0864 / 251706

GUANTI IN NITRILE NERO SENZA POLVERE —> www.misterguanto.it/prodotto/guanti-in-nitrile-neri-senza-polvere/

GUANTI IN NITRILE SENZA POLVERE —> www.misterguanto.it/prodotto/guanti-in-nitrile-senza-polvere/

I guanti per il settore medico e veterinario

Passiamo adesso ad un altro genere di professioni, decisamente distante da quelle del mondo alimentare, ma accostabili ad esse per la comune attenzione alla salute umana. Stiamo parlando infatti del settore medico, in cui la necessità di protezione per le mani e la riduzione del rischio di contaminazione e infezione resta di primaria importanza. Riguardo la scelta del materiale del guanto, rimangono inalterate le avvertenze sopra riportate: il ricorso a monouso in lattice naturale o con polvere può condurre a inaspettate reazioni allergiche ed è quindi opportuno che il chirurgo, il dentista, l’infermiere e tutte le altre professionalità che operano nella sanità tengano in considerazione l’utilizzo di guanti realizzati con altri prodotti.

L’aspetto fondamentale è verificare, qualunque sia la nostra scelta finale, che il guanto selezionato per l’uso in ambito medico sia stato prodotto e certificato secondo i crismi e le attenzioni necessarie per essere correttamente utilizzato in un settore a così alto rischio di contaminazione. Perché possano essere introdotti in ambito sanitario, i monouso devono infatti rispettare due particolari normative dell’Unione Europea: la EN 455, che indica i requisiti e i metodi di prova per testare qualità e durata dei dispositivi medici, e la Direttiva 89/869, che riepiloga tutte  le condizioni necessarie alla commercializzazione dei Dispositivi di Protezione Individuale e alla loro libera circolazione all’interno del territorio comunitario.

Un ultimo avvertimento per le professionalità del settore sanitario è quello di utilizzare guanti dotati di maggior spessore, in diretta proporzione con i pericoli di infezione che si possono correre in ambito ospedaliero ma anche in laboratorio, dove i ricercatori entrano spesso in contatto con sostanze chimiche e organiche pericolose per la salute umana.

Non è da dimenticare infine come l’utilizzo di guanti professionali sia di primaria importanza anche all’interno del mondo veterinario: anche in questo caso la scelta del materiale rimane a discrezione dell’utilizzatore ma di norma si riscontra in tale ambito un più diffuso utilizzo di guanti dalla lunghezza maggiore, capaci di garantire una protezione anche a parte dell’avambraccio e ridurre la penetrazione di agenti patogeni provenienti dal mondo animale.

PER INFO —> 0864 / 251706

GUANTI PER SETTORE MEDICO E VETERINARIO —> www.misterguanto.it/categoria-prodotto/guanti-monouso/

I guanti per il settore estetico

Pur senza gli stessi rischi di contaminazione e infezione riscontrabili nel mondo della sanità, anche il settore estetico rientra tra gli ambiti di lavoro in cui la protezione della pelle delle mani risulta essenziale. Parrucchieri ed estetisti entrano infatti quotidianamente in contatto con una serie di prodotti che possono provocare conseguenze spiacevoli per l’organismo umano.

Stiamo parlando di coloranti e decoloranti, tinture, saponi, profumi, cosmetici e solventi: una serie di sostanze con cui gli specialisti del settore lavorano a stretto contatto e per svariate ore durante l’arco della giornata. Molti di questi prodotti contengono agenti in grado di compromettere lo strato lipidico delle nostre mani: la membrana che delimita il contorno delle cellule del nostro derma può infatti rivelarsi insufficiente nell’opposizione alla penetrazione di fluidi e particelle dannose. Queste rischiano quindi di essere inavvertitamente assorbite dalla pelle, comportando una serie di problematiche che variano da semplici dermatiti a veri e propri avvelenamenti del sangue.

Per questi motivi, il guanto professionale utilizzato nel settore estetico deve rispettare le regole della sopraccitata normativa EN 455 ed essere considerato a tutti gli effetti alla stregua di un Dispositivo Medico. Il consiglio specifico per estetisti e parrucchieri è quello di indirizzarsi verso monouso più lunghi di quelli normali: dato il ripetuto contatto con acqua e altre sostanze liquide, si rende necessaria una protezione che garantisca la massima impermeabilità di mano, polso e avambraccio onde evitare che soluzioni acquose filtrino, senza che ce ne accorgiamo, nello spazio lasciato scoperto tra il guanto e le maniche dei nostri abiti.

Per il settore estetico si raccomanda poi l’utilizzo di guanti di colore nero: essi risultano infatti meno sporchevoli al contatto con le altre colorazioni utilizzate e riducono notevolmente l’incidenza di effetti cromatici disturbanti che possono compromettere l’attenzione e la concentrazione dell’operatore. Le soluzioni senza polvere sono infine da preferire per evitare la contaminazione di tinture e degli altri prodotti adoperati durante le ore di lavoro.

PER INFO —> 0864 / 251706

GUANTI PER SETTORE ESTETICO —> www.misterguanto.it/categoria-prodotto/guanti-monouso/

I guanti per tatuatori e piercer

Un settore professionale che si conferma in costante crescita è quello dei tatuatori e dei piercer professionali. Si tratta di un mestiere in cui il rischio di infezione è alto e in cui è di conseguenza essenziale attenersi alle normative di riferimento. Tra queste rientra l’obbligo dell’utilizzo di guanti monouso durante le sedute: è necessario essere costantemente muniti di un’efficace barriera contro i fluidi organici (soprattuto sangue) che possono fuoriuscire anche in gran quantità dalla pelle durante le operazioni di tatuatura e di piercing.

Il ricorso a una protezione accurata riduce la possibilità di contaminazioni incrociate, salvaguardano da possibili infezioni sia il professionista che il cliente. Come nell’ambito dell’estetica, si raccomanda l’utilizzo di guanti neri che permettono di mascherare meglio eventuali macchie di inchiostro e di sangue, garantendo la massima concentrazione possibile a tatuatori e piercer alle prese con operazioni in cui il margine di errore è pressoché azzerato.

GUANTI PER TATUATORI —> GUANTI IN NITRILE NERO SENZA POLVERE —> www.misterguanto.it/prodotto/guanti-in-nitrile-neri-senza-polvere/

I guanti per il settore industriale

Concludiamo la nostra indagine relativa alle varie professionalità che più spesso ricorrono all’utilizzo di guanti monouso, soffermandoci da ultimo sui lavoratori del settore industriale. In questo ambito, risulta ancora più importante la necessità di ricorrere a guanti conformi alle regolamentazioni in materia di Dispositivi di Protezione Individuale. Nel mondo industriale è infatti più frequente il contatto con sostanze solide, liquide e anche gassose in grado di compromettere irrimediabilmente la salute del nostro organismo.

Ma accanto alla protezione, i guanti monouso utilizzati in questo settore devono essere in grado di garantire la massima resistenza possibile, dato la possibilità di essere sottoposti a forze e pressioni meccaniche di entità sicuramente non riscontrabili in ambito alimentare, sanitario o estetico. La ricerca del giusto compromesso tra protezione e resistenza resta quindi la priorità per gli addetti industriali che hanno l’opportunità di testare le qualità specifiche di ogni materiale di produzione di guanti professionali per trovare la soluzione più adatta alle loro esigenze. Si può quindi spaziare dai monouso hi-risk, che permettono la massima protezione possibile sia in termini di lunghezza che di spessore, ai guanti in nitrile, più corti ma ugualmente resistenti e in grado di garantire una maggiore sensibilità a chi compie lavori di precisione.

Resta di primaria importanza che i monouso impiegati nell’industria rispondano ai requisiti della normativa europea 89/686, con un’attenzione particolare a quanto riportato nella sezione EN 388. Quest’ultima riepiloga infatti tutti i requisiti minimi che i guanti devono possedere per limitare i rischi di origine meccanica, dovuti alla presenza e al contatto sul luogo di lavoro con oggetti taglienti, appuntiti o semplicemente sporgenti. La normativa prevede l’esecuzione di quattro tipologie di prove per testare le caratteristiche del prodotto onde verificarne la resistenza ad abrasioni, tagli, strappi e perforazioni.

PER INFO —> 0864 / 251706

GUANTI IN LATTICE SENZA POLVERE HI RISK —> www.misterguanto.it/prodotto/guanti-in-lattice-senza-polvere-hi-risk/

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